Hollywood chiama, la scienza risponde

Interno, giorno. Nell'aula vuota di un college Sir Anthony Hopkins e Gwyneth Paltrow stanno girando le ultime scene di "Proof", un film sulla storia del difficile rapporto tra un padre, matematico teorico, e sua figlia. Sul set c'è anche Jonathan Farley, matematico di razza e ultimo, in ordine di genere, tra le tipologie di consulenti speciali che sono comparse a Hollywood: i professori di matematica.

La mecca del cinema - e anche l'industria televisiva statunitense - si nutrono sempre più di figure che provengono dal mondo delle professioni: una volta c'erano solo i maestri d'arme per insegnare a dare di sciabola a Errol Flynn, poi sono comparsi i medici per i dialoghi di soap ospedaliere e telefilm come "E.R", a seguire i chimici per rendere credibili i laboratori di "Csi" (Crime Scene Investigation). Il pubblico, infatti, è sempre più istruito, esigente e non tollera gli errori. Tra le nuove specie di consulenti quella che più colpisce è appunto la genìa dei professori di matematica. Chiamati in causa dai sempre più numerosi prodotti che hanno a che fare con i numeri. Qualche esempio? Da "A Beautiful Mind", il film del 2001 di Ron Howard con Russel Crowe, sino all'ultima serie della Cbs in onda sulle tivù Usa, "Numb3rs", in cui un agente dell'FBI risolve i casi grazie al fratello minore, genio dei numeri. Sul set un plotone di consulenti che correggono i copioni e bacchettano gli attori.

Sta nascendo un nuovo sbocco professionale per chi vuol fare tesoro dei suoi studi su teoremi e formule? Sì, secondo Jonathan Farley. Il professore ha fondato insieme alla biochimica Lizzie Burns la "Hollywood Math and Science film consultino", dopo aver fornito all'esercito degli Stati Uniti un modello matematico per combattere il terrorismo internazionale e - soprattutto - dopo aver risolto nel 2003 il problema di Richard Stanley sul quale i suoi colleghi si cimentavano dal 1981.

Ma quella di consulenti per il set non è l'unica possibilità. Hollywood ha bisogno di specifiche competenze anche per trovare la formula del film perfetto. Servono modelli matematici che aiutino a organizzare e gestire con precisione i tempi di produzione e uscita delle pellicole.

In un mercato sempre più competitivo, schiacciato dalla concorrenza di televisione, videonoleggio e copie pirata, sbagliare di due settimane il lancio del film fa la differenza. Secondo i matematici puri la formula del successo esiste e si può calcolare. Una scoperta che per Hollywood potrebbe essere più importante del teorema di Fermat.

Antonio Dini

Fonte: @lfa Il Sole-24 ore del 30-06-2005